Domenica, 20 Maggio 2012
 
banner CCDU Portale Annunci Immobiliari
  Servizi Immobiliari Chi Siamo | Contatti | Mediarecord Network
 
 
immobili_vendita_terreni_edificabili
case_ville_pregio
case_vacanze
hotel
grandi_operazioni_immobiliari
attività_commerciali
news
legislazione_immobiliare
fisco_tributi
prezzi_immobili_como_provincia
AGGIUNGI IL SITO AI PREFERITI
Agenzie Immobiliari Mediarecord:
Via Volta, 40
22070 Veniano (CO)
Italia
Tel.: +39 031 89 03 28
Fax: +39 031 93 49 081
P.I.: 03014400133
My status
  Home > Grandi Operazioni Immobilari > risultati > scheda di dettaglio  
Blocco di Casa Colonica di 600 mq
Torna alla lista Grandi Operazioni Immobilari  
   
InfoTipo di Vendita:
  Vendita struttura
  
Infodescrizione:
 

Nel cuore della ridente e caratteristica località di Abetone proponiamo: splendido blocco di casa colonica comprendente un tipico mulino e ca 8000 mq di terreno.
E' già approvato un progetto per la realizzazione di 9 singolari appartamenti in sasso per un totale di 600 mq.
Ottimo affare per chi desidera partecipare ad un operazione speciale tanto quanto la località che la ospita.

  
Infometrature:
  Blocco di Casa Colonica 600 mq
Terreno: 8000 mq
  
Infoprezzo: 0,00Infocodice immobile: blocco.casa.colonica+terreno
  
Infofotografie:
  
 
  
   
Informazioni generali (tratte da Wikipedia)
   
InfoAbetone:
 

Abetone è un comune italiano di 692 abitanti[1] della provincia di Pistoia, in Toscana. Venne fondato nel 1936 prendendo una parte del territorio del comune di Fiumalbo e una di Cutigliano. È noto sia come località di villeggiatura invernale dove praticare sport invernali che come località di villeggiatura estiva.

  
 

  
InfoGeografia fisica:
 

L'Abetone è situato nell'alta Montagna pistoiese, nell'alta valle del Sestaione ad un'altitudine di 1388 m s.l.m., presso il confine con l'Emilia-Romagna e sorge presso l'omonimo Passo dell'Abetone. Alle spalle si trova l'Alpe delle Tre potenze, tra le cime più elevate della regione (1940 m), e da vette minori come il Monte Gomito (1892 m) e la Selletta (1711 m), mentre di fronte si trova il maestoso Libro Aperto (1937 m).

  
 

  
InfoStoria:
 

Il territorio dell'Abetone è sempre stato (almeno fino dal tempo dei romani) luogo di valico dell'Appennino, tant'è che si narra sia stato utilizzato anche da Annibale per entrare nell'Etruria. Infatti, del comprensorio sciistico dell'Abetone fa parte il Passo d'Annibale alla quota di 1798 m s.l.m.

Nel 1766 iniziò la costruzione della strada (già pensata fin dai primi del secolo) che univa il Granducato di Toscana con il Ducato di Modena attraversando l'Appennino, nel tratto più basso chiamato "Serrabassa" dai modenesi e "Boscolungo" dai toscani, e creando appunto il "Passo dell'Abetone". Il progetto fu redatto da Pietro Giardini per la parte modenese e Leonardo Ximenes per quella toscana infatti la strada veniva chiamata Via Ximeniana (l'odierna Strada Statale 66).

Tra i due Stati fu convenuto di avviare i lavori contemporaneamente partendo dal confine, questo per evitare tardivi ripensamenti. Nell'aprile del 1766 si iniziarono i lavori, ma siccome un miglio sopra Fiumalbo la neve era alta due braccia, si sarebbe cominciato il lavoro più in basso, appena pronti gli arnesi da sterro.

Il primo colpo di piccone, per la parte modenese, fu dato il 28 aprile 1766, appena sopra Fiumalbo, presso il luogo chiamato Il Baldinare, dove sorsero le prime baracche e ricoveri per gli uomini e gli attrezzi. Seicento operai divisi in sei compagnie, tra cui più di 50 scalpellini, misero mano al lavoro in due posizioni diverse, mentre il lavoro dei toscani si era già cominciato alle Ferriere di Mammiano. Da lì i lavori si estesero con crescente lena verso il confine toscano e durante l'estate anche verso Modena.

Durante la costruzione fu abbattuto un abete talmente grande da non poter essere abbracciato neppure da sei persone e dal quale nacque il nome Abetone[senza fonte].

La strada fu inaugurata il 1º maggio 1781, fu giudicata da alcuni addirittura l'opera più grandiosa del secolo[senza fonte] (valicare l'Appennino all'epoca non era cosa da poco), ed ebbe grande importanza nel collegare la Toscana non solo a Modena ma anche a Mantova e all'Austria. Sul confine, furono create due piramidi di bozze, adorne degli stemmi dei due ducati.

Non fu certamente facile relegare dall'altra sponda della valle Cutigliano e Lizzano Pistoiese. I due paesi di confine ignorati dal passaggio della strada, di fatto subirono il crollo dei traffici e degli smerci che per secoli avevano mantenuto in ricchezza i suoi abitanti. Cutigliano rifiorì quasi subito, grazie allo spirito di adattamento dei suoi abitanti: furono tra i primi in Italia a scoprire il turismo agli inizi dell'Ottocento e ancora oggi il paese vive di turismo. Lizzano Pistoiese invece, non ebbe il tempo per riprendersi. Nel 1814 un'enorme frana lentamente inghiottì quasi tutto il paese. Furono risparmiate le vite umane e qualche casa, ma il paese fu cancellato per intero. Lentamente il campanile affondò nel fango. Per molti giorni si continuò a vedere la torre campanaria che sembrava galleggiare nella melma, fino alla sua completa sepoltura.

Dopo l'apertura della strada nacque l'esigenza di popolare queste montagne così fredde e inospitali, anche per garantirne la manutenzione e i servizi (stazione di posta, dogana, ecc.). Insieme ai Dragoni che per brevi turni si avvicendavano nelle caserme, arrivò il popolo civile, e soprattutto spalatori di neve e boscaioli.

Durante l'inverno era necessario spalare la neve dal passo e dalla tarda primavera, quando l'ultima traccia di neve era scomparsa, fino all'autunno, gli abitanti erano impegnati a riparare i danni che la strada aveva subito durante le intemperie. Le donne erano anch'esse impegnate con gli uomini nel dividere le fatiche dei lavori più pesanti.

I metri di strada da mantenere liberi dalla neve erano trattati a forfait con lo stradino, sorta di esattore che appaltava la spalatura della strada al popolo dei monti. Venivano stipulati veri e propri contratti con tanto di penale se non fossero stati rispettati.

Sorsero due dogane, quella modenese in località Serrabassa proprio accanto alle piramidi, e quella Toscana a poca distanza in località Boscolungo. Accanto alla dogana toscana nacque anche una piccola chiesa che dette origine alla parrocchia di San Leopoldo così chiamata in onore del granduca di Toscana.

L'Abetone era frequentato da turisti fin dalla metà dell'Ottocento. Tra di essi è da ricordare Francesca Alexander, americana di Boston, figlia di un pittore e di una ricca ereditiera, che con i genitori iniziò fin da giovane a passare le estati sulla montagna pistoiese; frequentava il popolo dei monti e i poveri montanini erano da lei aiutati a sopravvivere, divenne grande amica di Beatrice di Piandegliontani, la poetessa pastora analfabeta che con le sue ottave ha meravigliato tutti i letterati dell'epoca.

Con l'unità d'Italia e l'eliminazione dei confini regionali iniziò il declino del paese, accelerato anche dalla costruzione della ferrovia Porrettana che univa la Toscana con l'Emilia-Romagna.

Nel 1904 si cominciarono ad usare le zone dell'Abetone per lo sci e la località fu riscoperta come luogo di villeggiatura sia estiva che invernale, dando inizio ad una rinascita basata sul turismo.

  
 

  
InfoTurismo:
 

Abetone d'inverno

L'Abetone è il centro principale del comprensorio omonimo costituito da circa 50 km di piste, per un totale di circa 30 tracciati, serviti da 22 impianti di risalita gestiti dal consorzio Multipass.

Il comprensorio sciistico è suddiviso in tre zone principali; la prima zona, rivolta verso il lato toscano di Abetone costituita dalle piste storiche dell'Abetone che si compone dei due tracciati blu adatti per i principianti Selletta e Chierroni, due facili piste che corrono in mezzo al bosco, e la Riva, una rossa adatta a tutti che arriva fino a 1200 metri circa. Inoltre ci sono alcune varianti che mettono in comunicazione i diversi tracciati, come la rossa Foresto che collega la Selletta alla Riva. La zona è servita da una seggiovia carenata e due seggiovie biposto. La seconda zona costituita dalle piste sul versante emiliano del comune: comprende i tre tracciati più conosciuti dell'Abetone, le tre Zeno, progettate proprio dal campione di sci Zeno Colò (le piste, una nera e due rosse, sono adatte a tutti; si snodano attraverso il bosco da una quota di circa 1820 metri fino a circa 1300), la semplice pista Pulicchio e la Stucchi, un tracciato di media difficoltà. Gli impianti sono una seggiovia quadriposto carenata, una sciovia e una cabinovia. La terza zona comprende le piste della val di Luce; è costituita da quattro tracciati principali (Passo d'Annibale, Alpe delle tre Potenze, Celina Seghi, Sprella) di facile o media difficoltà ed è servita da tre seggiovie quadriposto, una seggiovia triposto e due sciovie. Attualmente il comprensorio sciistico dell'Abetone, è ritenuto il più blasonato tra i comprensori sciistici dell'Appennino[senza fonte], sebbene la concorrenza con gli impianti del vicino Monte Cimone riesca a mettere in discussione l'attributo di "capitale dello sci appenninico".
Abetone d'estate

In estate Abetone è nota per l'ampia possibilità di sport estivi fra i quali la possibilità di camminate sul versante del Monte Gomito, del Monte Cimone e la salita di media difficoltà verso il monte Libro Aperto. Abetone è inoltre un centro attrezzato per escursioni in mountain bike, tennis e calcetto.

  
 

  
  
  
Mediarecord  Servizi  Immobiliari -  Tutti i diritti Riservati
La copia e l'uso non autorizzato delle immagini, dati e quant'altro contenuto in questa pubblicazione, sarà punita secondo la legge.
   
Torna alla lista Grandi Operazioni Immobilari  
MEDIARECORD - Servizi Immobiliari Copyright 2009 - All rights reserved | Disclaimer | Privacy | Mappa del sito