Sunday, 20 May 2012
 
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Hotel in vendita a Milano di 105 camere
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Info Tipo di Vendita:
  Vendita di attività+Immobile
Infodescrizione:
 

In posizione strategica e con una vista panoromica a 360 gradi su Milano, ottimo hotel recentemente ristrutturato. L'immobile è di 6.000 mq e dispone di garage interno, sale meeting per circa 260 persone e tutti i confort che una struttura 4 stelle può offrire.
Il prezzo sopra indicato riguarda l'azienda e l'intera struttura immobiliare.

  
Infofiniture:Infometrature: Ristorante;
Bar;
Garage a pagamento;
Ascensore;
Lavanderia;
Connessione Wi-Fi;
Accessibilità disabili;
Sale meeting e altro ancora...
 Mq. edificio: 6000 c.a.
  
  
Infofotografie:
  
  Milano_notturno
  
   
Informazioni generali (tratte da Wikipedia)
   
InfoMilano:
 

Milano (IPA: /miˈlano/, Milan in milanese) è un comune italiano di 1.306.800 abitanti[1], capoluogo della provincia di Milano e della regione Lombardia.

È il secondo comune italiano per popolazione, dopo Roma, e costituisce il centro della più vasta area metropolitana d'Italia.[2][3]

La fondazione della città è attribuibile agli Insubri e si può datare all'inizio del IV secolo a.C.. Durante la sua storia assume svariati ruoli, tra cui capitale dell'impero romano, centro politico di notevole importanza durante il rinascimento e capitale del Regno d'Italia durante il periodo napoleonico.

Capitale economica e del mercato finanziario italiano, è tradizionalmente anche una delle capitali internazionali della moda (insieme a Parigi, Londra e New York) e del design industriale. Milano è anche sede di uno dei maggiori poli fieristici d'Europa.[4] La città è attualmente al centro di un'importante trasformazione urbana ed architettonica improntata alla modernità ed all'innovazione.

  
 

  
InfoTerritorio:
 

La città occupa un'area pianeggiante nella parte occidentale della regione Lombardia ed è bagnata dall'Olona, dal Lambro e dal Seveso. Il territorio comunale si estende su una superficie di 183,77 km². Il Comune di Milano attraverso la suddivisione di 9 vaste zone governate da municipi circoscrizionali, occupa un'area di dimensione superiore ad alcune città europee come Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Dublino. Ma Milano negli anni continua a subire una metaforfosi urbana, tanto da estendersi sempre di più, oltre i suoi effettivi confini amministrativi, "inglobando" i comuni contigui, formando a sua volta con essi un unico tessuto urbano; questo unico agglomerato raggiunge la superficie di 403,16 km² rispettivamente ad 1.925.599 ab. Milano è attraversata da vari canali artificiali quali il Naviglio Grande, il Naviglio Pavese, il Naviglio della Martesana, la Vettabbia e il Redefossi (che raccoglie le acque del Seveso e del Naviglio della Martesana). Tuttavia, del complesso ed efficiente sistema di canali di scolo e navigli navigabili di Milano, ne rimane tutt'oggi una piccola parte: ad inizio Novecento, infatti, si optò per una progressiva loro chiusura o deviazione in altri corsi d'acqua già esistenti (per poi essere comunque sotterrati o tombinati). Milano si trova a 25 km a est del fiume Ticino, a 25 km ad ovest dell'Adda, a 35 km a nord del Po ed a 50 km a sud del lago di Como e del confine svizzero.

A Milano confluiscono molte vie di comunicazione di importanza regionale, nazionale ed internazionale: essa è collegata con Torino, con Genova, con Piacenza e quindi con l'asse dell'Emilia-Romagna, l'asse Brescia-Veneto, Bergamo e le Valli Orobiche, le vie alpine della Valtellina (Val Venosta, Engadina e Alte valli del Reno), del Canton Ticino (San Bernardino, Lucomagno e San Gottardo) del Passo del Sempione. Questa sua collocazione strategica, insieme alla fertilità del suo territorio, ha influenzato notevolmente la storia della città ed il ruolo che ha avuto nei confronti della nazione italiana e dei paesi transalpini.

  
 

  
InfoClima:
 

Milano è una città dell'area mediterranea situata nel lato occidentale del bacino della Val Padana, e il clima che tale posizione le conferisce (il mare è sufficientemente lontano per non mitigare il clima) è semi-continentale. Secondo la Classificazione dei climi di Köppen, Milano ha un clima tipicamente temperato delle medie latitudini (Cfa).

Come in tutte le grandi città del mondo l'isola di calore cittadina rende le temperature più elevate rispetto alle campagne circostanti (in alcune notti le minime in inverno posso essere superiori anche di 2/3 °C). Infatti i quartieri centrali godono di minime lievemente più alte rispetto alle aree periferiche che risentono delle masse di aria fredda ed umida ristagnanti sulle campagne; inoltre i quartieri meridionali della città sono più frequentemente interessati dalla nebbia durante l'inverno, così che talvolta capita anche che in caso di nebbia fitta le zone centrali e meridionali della città siano più fredde (per quel che riguarda le temperature massime) anche di 2 °C rispetto alla campagna circostante. Le temperature minime in inverno risultano più alte che in periferia, ma in estate questa differenza tende ad attenuarsi.

Le temperature di Milano Duomo, le cui medie storiche rappresentano bene il clima della città, vanno dai 0/+5 °C in gennaio ai +19/+30 °C in luglio. Le aree periferiche registrano temperature medie più basse (intorno ad 1 °C), specialmente per quanto riguarda i valori minimi notturni: tale differenza tra centro e periferia tende ad accentuarsi maggiormente nei mesi invernali. Milano, come del resto gran parte della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione e questo favorisce il ristagno delle nebbie ma anche degli inquinanti.[5]

Gli inverni milanesi sono freddi e molto umidi. Le estati sono in genere calde e umide, cioè decisamente afose (clima che provoca molti malori soprattutto tra anziani e cardiopatici) e poco ventilate. L'estate milanese è però anche costellata da diversi temporali e sono possibili anche in piena estate giornate tiepide e temporalesche (condizioni normalmente legate a peggioramenti da ovest) che attenuano la calura: i mesi compresi tra giugno e agosto sono quindi discretamente piovosi. Nel complesso, le precipitazioni nell'area milanese sono moderatamente elevate e relativamente ben distribuite nel corso dell'anno: sono piovose anche le stagioni intermedie e specialmente il medio autunno e la primavera, ma gli inverni vedono una riduzione consistente delle precipitazioni con un minimo di 40mm a febbraio. Risultano leggermente più scarse le precipitazioni nella periferia meridionale e maggiori in quella nord-occidentale.

Tra gli anni quaranta e settanta, le nevicate invernali furono più frequenti che in seguito, ma comunque raramente notevoli. La media nivometrica della città di Milano (cioè i cm totali medi neve di accumulo annuo), più bassa di molte città padane del nord ovest e della Emilia-Romagna (come ad esempio Piacenza, Parma, Bologna, Torino), ma più elevata di altre città padane del nord est (Udine, Verona, Venezia), si ferma a 26 cm annui (riferita al periodo a cavallo tra gli anni sessanta e gli anni ottanta) media che scende a 21 cm se consideriamo tutto il periodo che va dal 1950 al 2007; intorno alla città, lontane dall'isola di calore, la media nivometrica tende ad essere leggermente superiore;[6] tra i rari episodi di intensa precipitazione nevosa possono essere ricordati l'inverno record nel 1985 che registrò un totale di accumuli fino a 100 cm di neve nelle periferie, l'episodio di fine gennaio 2006 che portò fino a 75 cm di accumulo finale subito fuori Milano (55 cm in città) e quello del 6-7 gennaio 2009 che ha registrato fino a 40 cm con persistenza del manto nevoso nella periferia meridionale per diversi giorni. Stessa situazione nella periferia appena a nord di Milano in zone riparate dal sole.[7] L'umidità è invece sempre molto elevata per tutto l'anno in special modo nei mesi invernali (quando arriva anche al 100%) e durante la notte in tutte le stagioni. Ciò nonostante i giorni di piogge stanno anch'essi diventando via via meno frequenti (così come il fenomeno della nebbia), anche se i totali pluviometrici annui non sono variati molto. Sono soprattutto le stagioni autunnali ad avere registrato un calo delle precipitazioni e della nebulosità.

Le nebbie sono favorite sia dal cielo sereno, che consente il raffreddamento da irraggiamento, sia dal suolo superficialmente piuttosto umido, sia da configurazioni bariche invernali come i regimi altopressori con gradienti barici molto deboli.

  
 

  
InfoStoria:
 

Età antica
Le celebri monete milanesi "Ambrosino" (circa 1300).

Milano fu fondata dalla popolazione ligure o celto-ligure degli Insubri che aveva fatto parte in epoca protostorica della cultura di Golasecca. La fondazione avvenne, secondo la tradizione tramandata nel racconto di Tito Livio e ripresa in epoca medioevale da Bonvesin de la Riva nel De Magnalibus urbi Mediolani, attorno al 600 a.C. ad opera del gallo Belloveso, nipote del sovrano dei Galli Biturigi, che si insediò nel mezzo della pianura sconfiggendo le precedenti popolazioni etrusche.

Dopo essere stata la più importante città dei Galli Insubri, nel 222 a.C. venne conquistata dai Romani, in seguito ad un aspro assedio posto dai Consoli Gneo Cornelio Scipione Calvo e Marco Claudio Marcello. La conquista fu contrastata dalla discesa di Annibale al quale la popolazione locale si alleò. Fu solo nei primi anni del II secolo a.C. che gli Insubri e i Boi si assoggettarono alla dominazione romana. I Romani le dettero il nome di Mediolanum, che probabilmente riproduce un toponimo celtico (in mezzo alla pianura). Un'altra ipotesi etimologica si basa sul primo simbolo della città, la scrofa semilanuta (in medio lanum). La discussione tra le due etimologie è ancora aperta, estesa a una ventina di altre ipotesi.

La leggenda narra che all'arrivo dei Romani gli Insubri prelevarono le insegne auree, poste nel tempio di Belisama (per Cesare, il tempio di Minerva, con la quale la divinità celtica veniva identificata), per portarle al sicuro, in montagna. L'importanza militare, politica ed economica la portò ad essere insignita del titolo municipale e poi di colonia imperiale, fino a diventare capoluogo della Transpadana e capitale dell'Impero e residenza imperiale dal 286 al 402 d.C.
La Madonnina: il simbolo della città e della Chiesa Ambrosiana

Dopo che Giulio Cesare conquistò la Britannia con soldati mediolanensi, alla crescita dell'importanza militare si accompagnò il riconoscimento politico; al momento della suddivisione dell'Impero Romano effettuata da Diocleziano nel 286 (Tetrarchia), divenne, insieme alla città di Treviri, capitale della parte occidentale dell'impero romano.

A Milano, nel 313 d.C. Costantino si accordò con Licinio per consentire, con l'Editto di Milano o Editto di Costantino, la pratica del culto cristiano. Subito si iniziò a costruire numerose basiliche paleocristiane.

Nel periodo del vescovo Ambrogio e dell'imperatore Teodosio I, che dichiarò il Cristianesimo l'unica religione dell'impero nell'Editto di Teodosio, Milano divenne il centro più influente della Chiesa d'Occidente[senza fonte] (qui Sant'Agostino si convertì al cristianesimo nel 386 e ricevette il battesimo l'anno seguente).
Milano longobarda [modifica]

Milano seguì poi le note vicende della decomposizione dell'edificio romano imperiale. Allo sfaldamento della società tardo-antica e alla conseguente crisi demografica, fece da contraltare un primo insediamento di un popolo germanico: quello degli Ostrogoti di Odoacre (V secolo). La sempre più precaria situazione politica causò però alla città diverse ferite: dall'invasione burgunda (tra il 489 e il 494) alle gravi devastazioni della Guerra gotica. Nel VI secolo, con l'arrivo dei Longobardi nella Pianura Padana un primo impulso di rinascita si produsse. Dall'entrata a Milano di re Alboino, nel 569, il ripopolamento di centri urbani e campagna assunse ritmi sostenuti, donando al territorio una struttura che esprimeva la sintesi dell'elemento romano e di quello germanico. Dai nuovi dominatori, l'Alta Italia prese il nome di Langobardia Maior (da qui poi il termine Lombardia) e Milano divenne uno dei centri preminenti del nuovo regno. Capitale del dominio longobardo era la vicina Pavia, ma anche Milano rivestì, per un breve periodo, questa funzione (sotto il regno di Agilulfo e Teodolinda e del loro figlio Adaloaldo, dal 604 circa al 626 circa). L'importanza della città fu poi confermata dalla successiva dominazione dei Franchi: Milano fu sede di un conte imperiale e di un vescovo influente.

  
 

  
InfoMilano Medioevale:
 

Nell'XI secolo la città acquistò una crescente importanza ed indipendenza dal Sacro Romano Impero. Distrutta nell'aprile del 1162 da Federico I Barbarossa, rinacque dopo la vittoria della Lega Lombarda nella battaglia di Legnano del 29 maggio 1176. Nel tardo Medioevo Milano vide la lotta delle famiglie della Torre (o Torriani) e Visconti per il possesso della città con il predominio di quest'ultima che lascerà il passo solo alla metà del XV secolo, all'alba del Rinascimento alla famiglia Sforza.

In questo periodo si susseguono i seguenti arcivescovi, alcuni dei quali di significativa importanza per la città: Carlo da Forlì (1457-1461); Stefano dei conti Nardini di Forlì (1461-1484); Giovanni IV Arcimboldi (1484-1488) e Guido Antonio Arcimboldi (1488-1497); Ottaviano Arcimboldi (1497); Ippolito I d'Este (1497-1519); Ippolito II d'Este (1519-1550).
La dominazione spagnola [modifica]
Il Cenacolo di Leonardo.

In seguito agli accordi relativi la Pace di Lodi (1454) e quella di Cateau-Cambrésis (1559), gli Stati italiani cominciarono col perdere la loro autonomia, finendo (come nel caso del Ducato di Milano) sotto il dominio di Carlo V. La battaglia della Bicocca (1522) segnò la sconfitta di Francesco I, che permise di conseguenza un passaggio del Ducato a Filippo II di Spagna.

Sebbene sottoposta a pesanti gabelle sotto il dominio spagnolo, Milano crebbe sia culturalmente che artisticamente, arricchendosi di veri e propri gioielli d'arte barocca, molti dei quali ancora presenti nella città.

La devastante peste del 1628-1630 segnò profondamente la città e la sua cultura, tanto da essere stata in seguito ripresa da Manzoni, sia ne I promessi sposi che nella Storia della colonna infame, componimento d'alto pregio artistico e storico - sebbene poco conosciuto - nel quale il Manzoni propone una riflessione profonda sull'errore commesso dai giudici durante una sentenza di condanna a due dei presunti untori, abusando del loro potere, ma più che altro spinti da una convinzione del tutto infondata e dal terrore provocato dalle tremende condizioni del tempo portate dall'epidemia.
Il Settecento e gli Asburgo [modifica]

Il XVIII secolo vide Milano passare dalla dominazione spagnola a quella austriaca che continuò ad eccezion fatta di una parentesi di tre anni in cui la città passò sotto il controllo del Regno di Sardegna tra il 1733 e il 1736. Fu un periodo di rifiorimento culturale che conobbe l'opera di intellettuali come Pietro Verri, Cesare Beccaria e Paolo Frisi.

Con la morte di Carlo II di Spagna, dilagò la grande guerra per la successione. Il 24 settembre 1706 Eugenio di Savoia fu alle porte di Milano e il governatore spagnolo, il principe di Vaudemont, abbandonando precipitosamente la città la lasciò in balia della nuova dominazione austriaca. Seguì il principe M. C. di Löwenstein che venne ricordato per aver ricostruito il teatro di corte distrutto in un incendio. L'Austria fu sovrana di Milano fino al 9 maggio 1796 data in cui l'arciduca Ferdinando d'Asburgo-Este lasciò la città a causa dell'arrivo di Napoleone impegnato nella sua campagna d'Italia.

Dal 1796 al 1799 fu capitale della Repubblica Cisalpina, dal 1802 al 1805 capitale della Repubblica Italiana e dal 1805 al 1814 capitale del Regno d'Italia (1805-1814).
Dal dominio napoleonico al Risorgimento [modifica]
Napoleone entra a Milano il 15 maggio 1796, Giuseppe Pietro Bagetti

L'arrivo di Napoleone Bonaparte suscitò un'ondata d'entusiasmo nei milanesi che videro in lui la realizzazione dei nuovi ideali rivoluzionari francesi tanto attesi durante il periodo conservatore degli Asburgo. L'esercito repubblicano entrò a Milano il 15 maggio e, dopo circa un anno di disordini di ispirazione giacobina, ne seguì la costituzione della Repubblica Cisalpina nel 1797. Essa tuttavia non ebbe vita facile perché, partito Napoleone, Milano ricadde nel giacobinismo e non riuscì a opporre alcuna resistenza al ritorno degli austriaci nel 1799 che intrapresero una cieca repressione. Dopo la nomina di Napoleone a primo console, grazie alla vittoria sul campo di Marengo, Milano torna ad essere il fulcro culturale d'Italia, grazie alla fondazione del Regno d'Italia, con capitale proprio il capoluogo lombardo. Tornata all'Austria dopo il periodo napoleonico con il Regno Lombardo-Veneto, nel 1859 in seguito alla seconda guerra di indipendenza entrò a far parte del Regno di Sardegna che divenne Regno d'Italia dal 1861.

  
 

  
InfoIl Novecento:
 

Nel 1883 fu inaugurata a Milano, in via Santa Radegonda (a fianco al duomo) la prima centrale elettrica dell'Europa continentale.

Nel XX secolo Milano fu al centro della storia d'Italia. Fu sede dell'Esposizione Universale del 1906. Fu città simbolo del socialismo: tra l'altro, l'organo di divulgazione principale del Partito Socialista Italiano, il quotidiano L'Avanti, ebbe qui la sua sede. Milano fu anche la culla del movimento fascista, che ivi venne fondato il 23 marzo 1919 col nome di "Movimento dei Fasci di Combattimento". Inoltre, il primo programma del neonato movimento fascista fu reso noto in piazza San Sepolcro.

  
 

  
InfoSeconda Guerra Mondiale:
 

Durante l'ultima guerra, Milano subì i più gravi bombardamenti aerei mai subiti da una grande città italiana. Nell'agosto del 1943, durante la cosiddetta settimana d'inferno, gli aerei anglo-americani rovesciarono circa 4.000 tonnellate di bombe, che distrussero un terzo dell'area edificata e colpirono il 50% degli edifici. L'obiettivo del Bomber Command inglese era appunto la creazione di un vortice di fuoco atto a distruggere la città (simbolo del dinamismo imprenditoriale italiano) e costringere la nazione a uscire dalla guerra. La notte del 13 agosto furono infatti sganciati anche 380.000 spezzoni incendiari. A causa, però, delle condizioni climatiche tipicamente umide della Pianura Padana, dei materiali da costruzione utilizzati per edificare gli edifici e dell'urbanistica della città, con i grandi viali a separare le abitazioni, l'incendio non si verificò con la stessa facilità con cui si verificava nelle città tedesche.[9] Gli aerei sganciarono le bombe da quote molto elevate, colpendo a caso gli edifici del centro storico. Il Teatro alla Scala, Palazzo Marino, la Rinascente, la sede del Corriere della Sera, gli stabilimenti della Pirelli e della Breda vennero totalmente distrutti mentre la Galleria Vittorio Emanuele fu scoperchiata. Il Duomo fu risparmiato nonostante il crollo di decine di statue. Colpiti pure il Castello Sforzesco, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, Palazzo Reale, la Pinacoteca Ambrosiana e l'ospedale Fatebenefratelli. I tram e le filovie erano inutilizzabili. Oltre 500.000 persone furono costrette a lasciare la città, di cui 250.000 senza tetto. Tragica fu la strage dei 184 bambini della scuola elementare di Gorla, il 20 ottobre 1944, rientrata per caso nel mirino degli aerei insieme ai quartieri adiacenti che contarono circa 614 vittime in un solo giorno. Città emblema della Resistenza (il 25 aprile, festa nazionale della Liberazione, ricorda l'insurrezione generale partigiana del 25 aprile 1945 che ha portato alla liberazione della città), fu, nel secondo dopoguerra, uno dei motori della ricostruzione industriale e culturale del Paese.

  
 

  
InfoDopoguerra:
 

A Milano si svolsero alcuni dei maggiori scontri del '68 italiano e qui ci fu il primo episodio della cosiddetta Strategia della tensione (il 12 dicembre 1969 con la strage di Piazza Fontana).

Dal 2003, un giardino situato al Monte Stella ricorda i Giusti che si opposero ai genocidi e ai crimini contro l'umanità. In esso sono piantati alberi in onore di Moshe Bejski, Andrej Sakharov, Svetlana Broz, Pietro Kuciukian e altri. Ogni anno la scelta delle personalità che Milano intende commemorare in questo giardino è affidata a un comitato composto da personalità di rilievo di tutti gli ambiti della vita culturale e civile.

Nell'ultimo quarto di secolo la città fu al centro della politica italiana: con l'ascesa al governo della classe dirigente milanese del PSI - guidata da Bettino Craxi - al governo nazionale, poi con lo scandalo di Tangentopoli, poi ancora con l'ascesa dell'imprenditore milanese Silvio Berlusconi, a guida di una coalizione di centrodestra.

  
 

  
InfoMilano Oggi:
 

Milano è un importante centro commerciale ed industriale sia all'interno dell'Unione Europea che a livello internazionale oltre che essere il maggior polo Italiano per i servizi e il terziario, la finanza, la moda, l'editoria e l'industria. È inoltre sede della Borsa valori (in Piazza Affari), gestita da Borsa Italiana S.p.A., uno dei più importanti centri finanziari d'Europa ed è un grande polo di attrazione per le sedi amministrative di decine di multinazionali[10]. È uno dei maggiori centri universitari, editoriali e televisivi d'Europa. È sede del polo fieristico con la maggior superficie espositiva d'Europa[senza fonte].

Con la giunta guidata dal sindaco Moratti[11], è iniziato il grande progetto dell'esposizione universale 2015, chiamata Io Expo, e tu?. Dopo che la Bie ha assegnato ufficialmente a Milano l'investitura di città ospitante il 31 marzo 2008, sono partiti i lavori di preparazione che porteranno alla città tre nuove linee metropolitane, numerose nuove infrastrutture e un giro d'affari che si stima attorno ai 40 miliardi di euro.

La città di Milano è presente nelle pubblicazioni del Globalization and World Cities Study Group dell'università di Loughborough[12], dove nel 2004 è stata classificata come incipient global city insieme ad Amsterdam, Boston, Chicago, Madrid, Mosca e Toronto[13

  
 

  
  
  
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