Limido Comasco, Prestigiosa Villa Singola
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Infodescrizione:
  In zona residenziale e tranquilla, stupenda villa singola immersa nel verde, disposta su più livelli. L'immobile presenta finiture d'alto pregio, box doppio e giardino di proprietà.
  
Infofiniture:Infometrature:
 Stucchi Veneziani;
Vasca Idromassaggio doppia;
Bagno Turco;
Parquet di pregio;
Cotto D'Este;
Allarme
e altro ancora...
 Piano Terra: 91 mq
Piano Primo: 78 mq
Mansarda: 60 mq
Taverna: 82 mq
Portico e Loggia: 31 mq
Giardino: 400mq
  
Infoprezzo: 605.000,00Infocodice immobile: CO/822
  
Infofotografie:
  
  Prospetto esterno
  
  Prospetto esterno 2
  
  Ingresso
  
  Prospetto 3
  
  Prospetto 4
  
  Prospetto retro
  
 
  
 
  
LIMIDO COMASCO da Wikipedia
 Stato:   Italia   Regione:   Lombardia   Provincia:   Como
 C.A.P.:   22070   Prefisso Tel:   031   Abitanti:   2.265
 Superficie:   4 km²   Altitudine:   290 m s.l.m.   Coordinate:   45°41′N 8° 59′ 0″ E
 Densità:   566 ab./km²   Cod. ISTAT:   013128   Cod. Catasto:   E593
 
Comuni contigui
Fenegrò, Mozzate, Cirimido, Lurago Marinone, Veniano
   
Informazioni generali (tratte da Wikipedia)
   
InfoLA STORIA:
 

Limido trae probabilmente il proprio nome dal latino limes,-itis (limite, linea di confine), non è comunque agevole individuare quale significato rappresenti in origine la formazione toponimica; ad esempio la voce comasca limet (margine erboso di campi) o ancora limet (sentiero che fa da confine), propria del dialetto di Bormio, ne fanno testimonianza.
Limido è comunque nomenclatura moderna. Risulta dal Dizionario corografico-universale dell'Italia, edito nel 1854, che il paese era chiamato anche Limito, forse per distinguerlo meglio dal Limido sito nel distretto di Milano, fra la Molgora e il Lambro a occidente di Melzo.
Ancora più anticamente il paese fu designato anche col nome di Limit e lìmid, termini chiaramente dialettali. Questi appellativi ricorrono nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero (1220-1289). Nel 1938 lo stesso Liber, evidentemente compilato da continuatori dell'opera avviata nel XIII secolo, parlava di Limidi.
Pur mancando carte che ne attestino documentalmente il periodo di formazioni dei suoi primi agglomerati, Limido ha certamente origini molto remote, sempre connesse ad attività agricole.
Va tenuto presente che, nel VII secolo d.C., l'intera pianura padana era passata al cristianesimo e che, conseguentemente, come accadde quasi ovunque laddove c'erano state presenze romane o barbariche, gli antichi tempietti dedicati a divinità pagane vennero sostituite da chiese cristiane.
Una di queste chiesette lombarde era quella di Limido dedicata a S. Abbondio, che dunque esisteva prima che Limido fosse documentata.
La dedicazione a S. Abbondio (morto nel 469 d.C.), un presbitero greco che divenne vescovo di Como e patrono della città, non trova peraltro riscontri nella diocesi di Milano, alla quale Limido ha appartenuto da sempre.
E anche questo dato legittima l'ipotersi di una origine dell'agglomerato di limido più remota rispetto all'insorgenza delle cascine impiantate sul versante orientale del torrente Bozzente e separate, a occidente, dalla roggia Mascazza.
Nel corso dei secoli il territorio di Limido Comasco fece parte del [[Contado del Seprio]] e del [[Ducato di Milano]]. A partire dal [[secolo V|V]]-[[secolo VI|VI secolo]] seguì le vicende politiche e religiose della [[Pievi milanesi|Pieve]] di Appiano.
Nel XVII secolo il paese era chiamto Limìtto da padre Leonetto da Clivone, nel 1566 fermatosi a Limido quale visitatore apostolico della diocesi ambrosiana su mandato del cardinale Carlo Borromeo.
A seguito dello smembramento del [[Contado del Seprio]], Limido fu inserito nel feudo di [[Appiano Gentile|Appiano]], istituito dagli ultimi Visconti. Il [[6 ottobre]] [[1650]] Limido viene concesso in feudo ad [[Alfonso Del Rio Noriega]] e successivamente, dopo essere passato nelle mani di [[Branda Castiglioni]] e del [[capitano di ventura]] [[Giovanni Salier]], nel [[1739]] giunge nella mani dell'ultimo feudatario, il conte [[Carlo Litta Biumi]]. Nel “Compartimento territoriale specificante le cassine” del 1751, Limido era sempre inserito nel ducato di Milano, ancora nella pieve di Appiano ed il suo territorio comprendeva anche i cassinaggi di Resta e Castiglione (Compartimento Ducato di Milano, 1751).
Dalle risposte ai 45 quesiti della giunta del censimento del 1751 emerge che il comune, sempre infeudato al conte Carlo Litta al quale la comunità non versava alcun tipo di contribuzione, contava in tutto 368 anime. Ufficiali del comune erano il console, il sindaco ed il cancelliere. Incaricato delle riscossioni dei carichi e del pagamento delle spese era un solo esattore che veniva eletto pubblicamente. Il comune era sottoposto alla giurisdizione di un podestà feudale. Il console prestava giuramento alla banca criminale del Vicariato del Seprio di Gallarate.
Sempre inserito nella pieve di Appiano, il comune di Limito compare nell’“Indice delle pievi e comunità dello Stato di Milano” del 1753 ancora appartenente al ducato di Milano (Indice pievi Stato di Milano, 1753).
Nel nuovo compartimento territoriale dello Stato di Milano (editto 10 giugno 1757), pubblicato dopo la “Riforma al governo e amministrazione delle comunità dello stato di Milano” (riforma Stato di Milano 1755), il comune di Limido, al quale risulta unito quello di Cassina Restelli, venne inserito con la denominazione di Limido con Cassina Restelli tra le comunità della pieve di Appiano, nel territorio del ducato di Milano.
Nel 1771 il comune contava 571 abitanti (Statistica anime Lombardia, 1771).
Con la successiva suddivisione della Lombardia austriaca in province (editto 26 settembre 1786 c), il comune di Limido con Cassina Restelli, sempre collocato nella pieve di Appiano, venne inserito nella Provincia di Gallarate.
In forza del nuovo compartimento territoriale per l’anno 1791, la pieve di Appiano, di cui faceva parte il comune di Limido, venne inclusa nel XXXI distretto censuario della provincia di Milano (Compartimento Lombardia, 1791).
A seguito della suddivisione del territorio in dipartimenti, prevista dalla costituzione della Repubblica Cisalpina dell’8 luglio 1797 (Costituzione 20 messidoro anno V), con legge del 26 marzo 1798 il comune di Limido con Cassina Restelli venne inserito nel dipartimento del Verbano, distretto di Appiano (legge 6 germinale anno VI).
Con successiva legge del 26 settembre 1798 il comune venne trasportato nel dipartimento dell’Olona, distretto XX di Appiano (legge 5 vendemmiale anno VII). Nel gennaio del 1799 contava 507 abitanti (determinazione 20 nevoso anno VII).
Secondo quanto disposto dalla legge 13 maggio 1801, il comune di Limido con Cassina Restelli, inserito nel distretto secondo di Varese, venne a far parte del ricostituito dipartimento del Lario (legge 23 fiorile anno IX).
Con la riorganizzazione dei dipartimenti, avviata a seguito della legge di riordino delle autorità amministrative (legge 24 luglio 1802) e resa definitivamente esecutiva durante il Regno d’Italia, Limido con Cassina Restelli venne in un primo tempo inserito nel distretto XXXI ex milanese di Appiano (Quadro distretti dipartimento del Lario, 1802), classificato comune di III classe (Elenco comuni dipartimento del Lario, 1803), e successivamente collocato nel distretto I di Como, Cantone VI di Appiano. Il comune di Limido con Cassina Restelli nel 1805 contava 516 abitanti (decreto 8 giugno 1805 a).
Il successivo intervento di concentrazione disposto per i comuni di II e III classe (decreto 14 luglio 1807), vide l’aggregazione del comune di Limido ed uniti al comune di Mozzate, che fu inserito nel distretto I di Como, Cantone VII di Tradate. Prima della aggregazione Limido contava 514 abitanti (decreto 4 novembre 1809 b).
Tale aggregazione venne confermata con la successiva compartimentazione del 1812 (decreto 30 luglio 1812).
Con l’attivazione dei comuni della provincia di Como, in base alla compartimentazione territoriale del regno lombardo-veneto (notificazione 12 febbraio 1816), il comune di Limido con Cassina Restelli venne inserito nel distretto XXIII di Appiano.
Il comune di Limido con Cassina Restelli, dotato di convocato, fu confermato nel distretto XXIII di Appiano in forza del successivo compartimento delle province lombarde (notificazione 1 luglio 1844).
Col compartimento territoriale della Lombardia (notificazione 23 giugno 1853), il comune di Limido, che comprendeva la frazione di Cassina Restelli, venne inserito nel distretto V di Appiano. La popolazione era costituita da 812 abitanti.
In seguito all’unione temporanea delle province lombarde al regno di Sardegna, in base al compartimento territoriale stabilito con la legge 23 ottobre 1859, il comune di Limido Comasco con 851 abitanti, retto da un consiglio di quindici membri e da una giunta di due membri, fu incluso nel mandamento XIII di Appiano, circondario I di Como, provincia di Como.
Alla costituzione nel 1861 del Regno d’Italia, il comune aveva una popolazione residente di 905 abitanti (Censimento 1861). In base alla legge sull’ordinamento comunale del 1865 il comune veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio. Nel 1924 il comune risultava incluso nel circondario di Como della provincia di Como. In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1926 il comune veniva amministrato da un podestà. In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1946 il comune di Limido Comasco veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio. Nel 1971 il comune di Limido Comasco aveva una superfcie di ettari 448

  
 

  
InfoCittadini illustri:
 

Pompeo Litta - Biumi (1781- 1852), nobile e storico milanese. Morì nel palazzo di villeggiatura che aveva in paese.
Gaetano Scalini (1792 - 1871) fu un fervente patriota mazziniano, deputato e senatore del Regno d’Italia nonché sindaco di Limido dal 1859 al 1899. A lui si deve il primo insediamento industriale del comune, una filanda.
Bonaldo Stringher (1854 - 1930), direttore della Banca d’Italia dal 1900 al 1928, ne divenne il governatore fino al 1930. Dimorò in paese.

  
 

  
InfoEmigrazione:
 

A fine Ottocento e inizio Novecento molti residenti si trasferirono in Sudamerica, in particolare in Argentina e Uruguay, alla ricerca di migliori condizioni di vita. Le rimesse di quegli emigranti consentirono di finanziare la costruzione della rete idrica comunale, come ricordava una lapide posta nell’acquedotto (oramai abbattuto nell'estate 2007 durante i lavori di ristrutturazione del comune), che riportava il nome dei benefattori. Nel 1960 fece visita al paese il presidente uruguaiano Benito Nardone Cetrulo (1906-1964).

  
 

  
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