COMPROMESSO SUL CONDONO EDILIZIO
La
Corte Costituzionale ha pronunciato il proprio parere sulla questione
della legittimità della sanatoria edilizia e sulle
controversie sorte tra lo Stato e alcune Regioni.
Il giudizio è
stato formulato attraverso l’emanazione di 3 sentenze (n.196,
n.198 e n.199) e un’ordinanza (n.197).
In
base a quanto stabilito dalla Consulta, lo Stato mantiene il diritto
di legiferare sulla materia in linea generale, mentre alle Regioni
viene riconosciuto un più ampio margine d’intervento.
Allo
Stato compete la definizione delle regole generali e dei principi
fondamentali, la determinazione dei limiti temporali (quello di
realizzazione delle opere abusive è fissato attualmente al 31
marzo del 2003) e dimensionali (l’intervento abusivo non deve
superare i 750 metri cubi e l’ampliamento abusivo non deve
superare il 30% della volumetria), nonché dei limiti posti
alla responsabilità penale che potrà estinguersi
mediante il condono.
Alle Regioni, invece, spetta la regolamentazione amministrativa del condono con la facoltà di stabilire aspetti chiave della sanatoria.
Gli
enti locali potranno determinare autonomamente «la
possibilità,
le condizioni e le modalità per l’ammissibilità
alla sanatoria di tutte le tipologie di abuso edilizio».
I
limiti volumetrici potranno essere inferiori a quelli indicati dallo
Stato; la misura di applicazione degli oneri concessori e le relative
modalità di pagamento saranno definite mediante legge
regionale.
Le Regioni stabiliranno, inoltre, l’ammissibilità alla sanatoria nelle
aree demaniali e gli effetti del silenzio-assenso da parte del Comune (ad oggi 24 mesi) nei confronti delle domande pervenute.
La
Corte Costituzionale ha quindi posto in evidenza la necessità
che venga definita a breve una nuova legge-quadro in materia di
condono edilizio. Come prima conseguenza della sentenza della
Consulta, la data del 31 luglio 2004 non è più da
considerarsi come termine ultimo di scadenza per la presentazione
della domanda di sanatoria.
Quanto stabilito dalla Corte
Costituzionale, comunque, non invalida le domande finora presentate.
Il Governo, nel recepire la decisione della Consulta, ha espresso la convinzione che sarà comunque raggiunto il gettito inizialmente previsto: 3,6 miliardi di euro (3,1 miliardi dal condono e 460 milioni dalla sanatoria per le costruzioni su aree demaniali).
A Roma sono state sinora presentate più di 25mila domande; nelle altre città, invece, poco meno di un migliaio.
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