RICONOSCERE COME ORDINE I PROFESSIONISTI DEL MATTONE

di Alfredo Biondi

vicepresidente della Camera

(da Italia Oggi del 21/09/2001)



Un buon professionista, e io sono, o mi ritengo, un buon professionista prestato alla politica e alle istituzioni, deve commisurare il proprio impegno all’effettiva conoscenza delle cose e i problemi.

Viviamo in un momento internazionale e nazionale tra i più difficili della nostra storia.

L’orrenda vicenda terroristica ha non solo distrutto due torri e violato il Pentagono ma ha attentato alla vita e alla sicurezza di tutti. Tutto ora è più difficile e diverso rispetto solo a due settimane fa. Ma proprio perché il danno è stato immenso e il rischio militare ed economico è e resterà grande occorre lavorare e operare con impegno e serenità.

D'altronde la mia funzione parlamentare, la mia lunga esperienza al governo come all’opposizione mi dicono che le tasse sono all’origine della funzione di controllo che i primi parlamenti esercitarono nei confronti dei governi.

D’altronde le grandi rivoluzioni trovavano alimento e motivazione all’insegna di «maggiore libertà meno gabelle».

Esiste un divario rilevante tra la politica del precedente governo di centro-sinistra e quella del governo di centro-destra.

Il governo del presidente Berlusconi ha instaurato un particolare rapporto con i cittadini, soprattutto nella sfera fiscale, cercando di coniugare la realtà quotidiana con quella più generale del sistema.

«Più libertà e meno tasse»; più che uno slogan è una realtà e un binomio inversamente proporzionale che misura la civiltà di un paese democratico.

La legge finanziaria del 2001, così come prospettata nel Dpef, non contempla neanche una lira (o euro) in più ma con un’intelligente manovra vuole eliminare 12 mila miliardi di sprechi pubblici, agendo non sul versante dell'entrata, ma delle spese.

Il governo del presidente Berlusconi mostra di avere le idee chiare e vuole mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. Il governo non vuole che lo stato sia un socio di maggioranza avido e oppressivo.

Il passato governo di centro sinistra ha fatte lievitare l’imposizione del reddito che nella passata legislatura è volato oltre il 55% del reddito stesso, con il nuovo vento di cambiamento che soffia sull’Italia si vuole riportare l’imposizione fiscale a non superare il tetto massimo del 36%, un livello accettabile che non sia né rapina, né esproprio.

La situazione internazionale alla luce dei nuovi fatti d’America, della crisi mediorientale, del tracollo finanziario delle borse asiatiche e di Wall Street, ma anche di quelle europee, sta influendo negativamente sull’economia dei risparmiatori e specularmente potrebbe rilanciare la sempre sicura industria del mattone.

Il primo passo apprezzabile di questo governo è l’impegno a eliminare l’iniqua tassa di successione e successivamente quello di modificare la normativa sulla tassa di registro e perché no alla sua futura eliminazione. Questa tassa, tassa di registro, un tempo considerata regina, rappresenta uno spauracchio nelle transazioni immobiliari.

L’anno scorso si sono avuti circa 800 mila atti di passaggi di proprietà immobiliari ma sembra che altrettante transazioni non siano state poste in essere proprio per la troppo onerosa imposta di registro.

Il settore immobiliare deve e può riprendersi; ciò è categorico. Memori della propensione che l’italiano ha per la casa o per il mattone.

Il governo ha elaborate un piano per favorire le vendite dell’immenso patrimonio immobiliare ai cittadini, che ne curano la manutenzione rendendoli efficienti. Il tutto però deve essere immune da speculazioni economiche e da favoritismi politici. Vigilare sulle dismissioni è quindi un dovere di tutti, non tanto etico-giuridico, ma economico.

È da considerare inoltre che in ogni contesto economico l’industria del mattone costituisce sempre il barometro dell’economia:

«Quand le bàtiment va, tout il va».

Un altro punto sul quale voglio soffermarmi è la risicata competitività delle imprese, imputabile alle pastoie burocratiche e alla lentezza della giustizia civile e amministrativa che genera danni e incertezze. Una giustizia negata che si trasforma in ingiustizia subita, un fenomeno che da sempre combatte e che la leggerezza dei passati governi ha fatto sì che si rimanesse nel totale oblio.

Per questo serve il cambiamento, un cambiamento con un meccanismo fiscale che non penalizzi il ceto medio. Le imposte giuste ed equilibrate all’effettiva capacità contributiva sono una norma della Costituzione e una necessità reale.

Tornando alle dismissioni, tendo a sottolineare che già i precedenti governi hanno tentato questa operazione, fallendo miseramente, questa volta è la volontà del presidente Berlusconi a far sì che questa operazione porti in beneficio alle casse dello stato la bella somma di 60 mila miliardi.

L’operazione ha come fine la cartolarizzazione con lo scopo di rilanciare i fondi immobiliari, gravati e frenati dal peso dell'IVA, dall’imposta di registro e dalla tassazione sul capital gain.

Veniamo al discorso sui professionisti del mattone. La professione di mediatore immobiliare è così importante che merita di essere riconosciuta come tale. La legge 39/89 riconosce ai mediatori immobiliari un ruolo che permette di esercitare la professione di mediazione tra la richiesta e l’offerta.

È mia intenzione, dopo le dovute verifiche, promuovere una proposta ad hoc che riconosca alla categoria lo status di Ordine professionale.

Un ordine moderno, dinamico e competitivo. Un ordine al quale si possa accedere attraverso un esame di stato che serva a verificare e a garantire la professionalità di ognuno della categoria professionale.

Lo stato, in questa fase storica, chiede aiuto a tutte le categorie, quelle tradizionali e anche alle nuove. La richiesta deriva dal fatto che sia le categorie professionali con competenze giuridiche, sia quelle con competenze commerciali, possono interagire conio stato e tra di loro, nell’ambito delle proprie distinte funzioni, nell’intento di favorire la pubblica amministrazione ad avere un quadro limpido della situazione immobiliare e degli scenari economici del settore.

Perciò questa riforma, che propongo, vuole essere non, solo una legittimazione alla categoria, ma un’ulteriore offerta all’attività dello stato.

È tangibile, in primis, la necessità di avere in ogni momento il valore reale delle compravendita in modo tale da possedere un barometro che indichi agli addetti ai lavori, e alla collettività, il polso del mercato immobiliare e informando sul reale valore degli immobili e in secundis aiutare il catasto in quest’opera, che storicamente gli appartiene.

La presenza della Fiaip e dei mediatori immobiliari in genere è importante in quanto può meglio garantire una corretta informazione commerciale, così come le altre categorie professionali, costituisce un semplice rimedio per aiutare la pubblica amministrazione nella sua attività di ricognizione, di monitoraggio, nel campo fiscale, risultando un valido appoggio per la giustizia, in quanto si spende per adoperare un inutile e dispendioso contenzioso nell'interesse dei cittadini e nella reciprocità tra loro e l’amministrazione pubblica. Alfredo Biondi

 

 

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