MUTUI. SCARSE LE PROPOSTE DI DURATA VENTENNALE, MA IL LIVELLO RAGGIUNTO È MOLTO BASSO



Leggerezza del tasso fisso

di Federica Micardi



Continua a ridursi l'offerta di mutui a tasso fisso di lunga durata. Diverse banche hanno sospeso questi prodotti per il "blocco" posto dal tasso di usura (pari a 6,255% per il trimestre 1° aprile-30 giugno) che si riflette in un maggior rischio per le banche dato lo scarso margine di guadagno su cui possono contare. La competitività del mercato però spinge alcune banche a mantenere il fisso nella propria offerta, tasso che non sembra incontrare molto il favore della clientela che preferisce il variabile, meno sicuro ma più conveniente nell'immediato. L'offerta. Solo sei banche su 23 offrono mutui a tasso fisso di durata ventennale. I livelli continuano a mantenersi molto bassi, e non si registrano variazioni di rilievo rispetto a gennaio 2004, quando un'analoga indagine del Sole-24 Ore del lunedì aveva rilevato valori che andavano da un minimo di 5,75% a un massimo del 6,18 per cento. Nessun segnale di risalita, quindi, anzi qualcuno ventila l'ipotesi di un ulteriore possibile calo del costo del denaro. Oggi il valore più basso è sempre del 5,75% e il più alto è 6,1 per cento. Il tasso applicato tende a ridursi con la durata del mutuo: per i 15 anni il fisso più conveniente è pari al 5,30%, per i dieci anni è del 5,25 per cento. La rata mensile per un mutuo di 20 anni di 100mila euro è intorno ai 700 euro (minimo 693, massimo 716) e cresce di 100 euro nel caso di un mutuo a 15 anni e di 300 euro se di 10 anni. I costi. L'Isc, indicatore sintetico di costo, che comprende il tasso applicato e tutte le spese legate all'accensione del mutuo (istruttoria, perizia, assicurazione e incasso rata) non supera la soglia del 6,17 per cento. Questo indicatore è la prima voce da guardare per confrontare i piani di ammortamento proposti dagli istituti, tanfo più che le banche hanno reso omogeneo e quindi confrontabile il calcolo di quest'indice. I costi in termini assoluti (vedere la tabella sottostante) si distinguono tra costi di accensione e costi di gestione. All'accensione, quasi sempre, è richiesta la perizia: questa voce non supera i 312 euro, se si esclude la Banca Regionale Europea che dichiara 500 euro, ma che comprende anche il costo dell'istruttoria. Un costo estremamente variabile è quello dell'assicurazione a tutela dell'immobile, obbligatoria nella maggior parte dei casi. Sono solo due le banche, tra quelle monitorate, a non richiederla, e in due casi (Sanpaolo e Banco di Sicilia) è prevista ma gratuita. Il costo per l'incasso della rata mensile va da un minimo di zero (nove casi su 23) a un massimo di tre euro; in alcuni casi la gratuità è riconosciuta solo se il cliente accende un conto corrente d'appoggio presso l'istituto erogante. Le possibilità. Per chi non ha un capitale di partenza cinque istituti offrono la copertura al 100% e nel solo caso del Banco di Sicilia questa si accompagna alla lunga durata. Normalmente la copertura totale è possibile o con garanzie aggiuntive (come la fideiussione) o grazie a coperture assicurative che le banche possono accendere con Ge Mi Mortgage Insurance o Pmi Europe, le uniche due società di assicurazioni che coprono le banche dal rischio di un alto loan to value (termine che indica il rapporto tra il valore dell'immobile e i capitale erogato). Attenzione infine alla penale per l'estinzione anticipata, che viene calcolata come percentuale del capitale anticipatamente rimborsato e va dallo 0,5% al 3 per cento. La penale può essere importante se si decide di "sostituire" il mutuo, operazione che consiste nel chiudere il mutuo acceso per riaccenderne un altro, anche presso una banca diversa, a condizioni più favorevoli.

Comunicato a cura de “ il Sole 24 Ore”

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